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BIOGRAFIA
Nella circumnavigazione di me stesso ho invertito spesso la rotta:
insegnavo Teatro Sciamanico con l’impegnativo pseudonimo di NN, prima di firmare col mio nome e cognome saggi critici sul new age e con puzza sotto il mio stesso naso pseudo tradizionalista. E poi ancora a creare un metodo di crescita personale… si dice così… quasi fosse il “personale” a dover crescere, svilupparsi, ancora di più…
Sballottato da forze possenti, all’interno di questo recinto elettrico chiamato IO, tanto vale allora muoversi verso il centro, accomodarsi nel Dio del sistema nervoso e da lì convocare tali forze possenti per dargli nome e forma, magari di luoghi o personaggi conosciuti fisicamente, emotivamente e mentalmente; così, per dare dignità a tali forze, un attimo prima di dissolverle. Al momento non so immaginare una mia diversa biografia.
SALENTO
Porte-finestre che si aprono e chiudono alla luce estiva
mentre donne armate di strofinaccio schiaffeggiano l'aria
e le mosche fuggono da tanta oscura follia verso la luce
lasciandoci immacolata l'anguria sul tavolo.
GURDJIEFF
Principe Ozay, alcuni tuoi biografi, giusto per onanismo celebrale, si chiedono come mai non presentasti il tuo insegnamento in termini esplicitamente cristiani. Non hanno prestato dunque attenzione al più prezioso dei tuoi insegnamenti: la barzelletta che raccontavi spesso, quella della mucca che, uscita a pascolare la mattina, tornava la sera e trovava la porta della stalla dipinta di rosso, e ci rimaneva davanti incerta se entrare o meno. Alle mucche serve un mandriano, a un uomo che definivi senza virgolette può bastare una mappa...
ZOLLA
Uno smisurato emisfero non dominante
appena mimetizzato sotto le spoglie di ordinario alla Sapienza di Roma.
La lezione: non dare senso etico all’esperienza dell’Assoluto
e non si sarà alla mercé di perversioni o del diritto.
Uscire dal mondo, sì… e con la grazia innocente di chi ci entra.
AQUILEIA
La “chiesa dei pagani” e il battistero con la loro mistica energia
sono indifferenti ai preti che, con incosciente disprezzo, usano tali luoghi come magazzino. D’altronde la Pistis Sophia dei tuoi mosaici già era stata profanata da questi idioti, che nel medioevo ci costruirono un campanile sopra. Attila non è solo un unno dalla storia, come testimoniano le palazzine che nel presente ti costruiscono di fronte alla Basilica privandoti del Sole, il Dio che continui a celebrare nonostante gli equivoci della storia, scritta da Roma vincitrice e non da Alessandria.
OSHO
Al muro fino a venti contava la Storia
E tutti ben nascosti nello spazio.
L’Atomica scoppiata, l’olocausto compiuto.
La storia apre gli occhi e cerca nuovi attori tra noi cacciatori di Nulla.
Tu felino saltasti inaspettatamente fino al muro uscendo dal tuo nascondiglio e urlando:
LIBERA TUTTI.
E Saraha tornò a rivivere nel suo splendore, dopo secoli di oblio, nelle tue parole
LIBERA TUTTI, nascondino finito.
Eppure ancora tutti nascosti.
Nascosti dietro le finte urgenze della mente, della morte e del mercato…
“Meditare nella piazza del mercato” ci dicevi, chiuso però nella tua stanzetta tra un'apparizione e l’altra in Buddha Hall.
Pazzo paranoico, nichilista felice, fiore sbocciato, amato maestro.
VASCO
Lou Reed dei poveri o semplicemente lurid in milanese, così Nantas Salvalaggio ti fece una fattura, nel senso magico, per distruggerti culturalmente.
E tu, da timido ragionier-alchimista Rossi, la rigirasti, la fattura, in senso commerciale e per somme impegnative, allo spettabile pubblico italiano.
Le chitarre da spiaggia continuano a suonare ogni estate il tuo stomaco giovanile, che unico tra i tanti usò il cervello e trovò le parole per dire… cosa?... Ma niente và…
IL QUI PRESENTE ASSENTE (CB)
Forse è davvero venuto il momento che, come tu auspicavi, ti si dimentichi completamente.
Il tuo teatro è insopportabile, come la vita.
I tuoi film, peggio.
Rimane ovvio che ciò non è certo una pecca.
E rimangono anche le tue apparizioni televisive: a volte, sano tra i folli, come potevi non apparire ancor più folle di ciò che rimaneva di te?
Ballare i buchi neri del ballo di san Vito del linguaggio.
Sì.
Ho visitato la tua tomba, anzi una delle due, perché attorno a te c’era guerra: dal mancato aborto che fosti -allora non consentito- al funerale di due fazioni diverse, con tanto di tomba alternativa vuota a San Cesarea. Io ti ho reso colpevolmente omaggio a Otranto in quel loculo senza foto, nella cappella della famiglia Bleve, con una rosa secca e sgualcita in un angolo, appoggiata su un biglietto “Ciao Carmelo”.
Addio oblio
TRIESTE
Tra gli aspetti oscuri di una dea carsica
e un dio sole che splende in cieli greci
la Bora rende tutto il resto come il sacchetto
di American Beauty e c’è sempre chi si ferma a guardarlo.
ALBERTO SORDI
Padre illegittimo di almeno tre generazioni di italiani.
Padre perfetto: buono e distratto, generoso e spiritoso.
Marito di te stesso, cucinavi in Brasile per il tuo harem improvvisato.
Hai visto l’Italia dietro la maschera, compresa quella di chi ti criticava.
Nei tuoi film “rossi e neri, tutti uguali!” sentenziava il mangiatore di Nutella.
Avevi ragione tu? Se non altro, ora sono scomparsi a pari merito.
Ma, coraggio, il meglio è passato, e morendo alla giornata -Flaiano docet-
sei scomparso anche tu, col saluto del papa, lo stesso che ti aveva detto “Bravo”, a te che lo ripetevi come un bambino incredulo “Bravo, mi ha detto il papa”o forse come un vecchio stupito di tanta genuina confidenza.
Infine, il raglio che non avrei voluto sentire, di qualche somaro padano sul tuo funerale romano.
E poi, c’è un nuovo capitolo di storia di un italiano, che non hai fatto in tempo a raccontare
O forse sì…
Ti ricordi il “Silvio” di Made in Italy di Nanny Loy?
Oggi la triste realtà di qualcuno supera la tua divertente arte.